OBBLIGHI E RESPONSABILITÀ: LA NORMATIVA OLTRE LA FORMA
La normativa sul tema, in vigore da più di vent'anni, trova le sue fondamenta nel D.m. 388/2003, dedicato all'organizzazione del contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso in base alla classificazione delle aziende. Il decreto, infatti, le classifica in tre gruppi ² sulla base della tipologia di attività, del numero di lavoratori e dei fattori di rischio. Nelle aziende appartenenti ai gruppi A e B è obbligatoria la presenza di una cassetta di pronto soccorso, custodita in un punto facilmente accessibile e chiaramente individuabile tramite segnaletica, con una dotazione minima integrabile in base ai rischi specifici dell'attività.
Il numero e il posizionamento delle cassette vengono determinati nell'ambito della valutazione dei rischi aziendale (DVR) dal datore di lavoro, insieme al medico competente e al responsabile della sicurezza, tenendo conto di fattori come numero di dipendenti, dimensioni e articolazione degli spazi e presenza di aree a maggiore rischio.
È con il D.Lgs. 81/2008 che si individua nel datore di lavoro - o titolare della struttura - il responsabile civile e pensale del rischio correlato, nonché delle misure di sicurezza appropriate per la prevenzione e protezione nei confronti di tutti i soggetti presenti sul luogo di lavoro. Eppure, nonostante l'elevato grado di dettaglio normativo e l'esplicita responsabilità penale in capo al titolare della società, i dati evidenziano un netto scrollamento tra l'obbligo giuridico e la quotidianità aziendale.
RESPONSABILI VS DIPENDENTI: LO SCENARIO ITALIA
Sul territorio nazionale, il 57% delle aziende dispone di una cassetta di pronto soccorso in tutte le aree o reparti, seguito dal 39% che dichiara una copertura circoscritta alle aree principali. Dati che trovano conferma nelle risposte dall'82,8% dei dipendenti cha attestano la presenza del presidio sul luogo di lavoro.
Presente, certo, ma non sempre visibile. Circa il 7% degli occupati dichiara, infatti, di non sapere se nella propria azienda sia presente una cassetta di pronto soccorso. 1 su 10 sostiene addirittura che non sia presente.
L'attenzione alla sicurezza sul lavoro rappresenta oggi un tema primario e, guardando al lungo periodo, tendenzialmente in crescita. 1 dipendente su 3 afferma una crescente attenzione della propria azienda alla sicurezza sanitaria negli ultimi anni, mentre il 57,5% evidenzia stabilità rispetto agli anni precedenti. In accordo le risposte dei responsabili: il 36,6% ha rafforzato l'impegno su questo fronte; parallelamente, il 62,2% attesta un miglioramento moderato, un dato coerente con una tendenza che vede molte aziende ancora focalizzate principalmente sull'adempimento degli obblighi minimi piuttosto che su un approccio di prevenzione evoluto e continuativo.
Secondo la fotografia scattata da Initial, una cassetta di pronto soccorso facilmente accessibile e adeguatamente aggiornata contribuisce in modo concreto ad aumentare il senso di protezione sul luogo di lavoro per il 38,3% dei dipendenti. Eppure, la gestione operativa delle cassette di pronto soccorso rivela criticità sistemiche e una preoccupante discontinuità nei controlli. Solo 1 manager su 10 dichiara infatti di effettuare un controllo mensile e/o il reintegro delle cassette di pronto soccorso, mentre il 57,1% procede ogni 3–6 mesi. Il resto del campione dichiara di non avere un protocollo dedicato (18,1%), di effettuare il controllo solo dopo l’eventuale utilizzo (9,3%) o di effettuarlo raramente o, addirittura, mai (4,4%).
Lo scenario evidenzia dunque una generale assenza nelle imprese italiane di protocolli strutturati, dovuti in parte alla complessità normativa e alla gestione del carico burocratico, ma soprattutto ad una difficoltà delle imprese nel passare dall'adempimento formale di una prerogativa legale a una reale cultura della prevenzione. In questo caso, l’esternalizzazione della gestione delle cassette di pronto soccorso rappresenta la chiave di volta per un protocollo strutturato e una corretta informazione.
Per quanto riguarda i dipendenti, l’indagine restituisce l’immagine di un sistema aziendale italiano che sembra viaggiare su due binari distinti: se sul piano teorico l’attenzione sul tema appare evidente, sul piano preventivo la carenza di protocolli strutturati e di una corretta informazione aziendale innesca un cortocircuito che ne rallenta sistematicamente il processo. Emerge quindi la necessità di rafforzare la comunicazione interna, con attività informative e formative, al fine di consolidare una cultura della sicurezza sanitaria più strutturata, condivisa e orientata alla prevenzione attiva.
LA RISPOSTA DI INITIAL
La digitalizzazione ed esternalizzazione della gestione delle cassette di primo soccorso permette di rispondere al meglio alla carenza di protocolli strutturati emersa dall'indagine. Con il servizio Kit Pronto Soccorso, Initial offre un supporto completo che parte dall’installazione, fino al ripristino del contenuto a intervalli prestabiliti e alla sostituzione dei materiali mancanti e in scadenza. L’integrazione tecnologica, tramite QR Code e la piattaforma myInitial, fornisce uno strumento di controllo centralizzato, fondamentale per garantire ai dipendenti quella certezza sulla disponibilità e conformità dei presidi che oggi manca a 1 dipendente su 5.
Alla carenza di informazione e consapevolezza sul corretto utilizzo e sulla gestione delle cassette di pronto soccorso, manifestata dai dipendenti delle aziende italiane, Initial risponde con una campagna informativa interamente dedicata.
“In Initial crediamo che la sicurezza passi prima di tutto dalla conoscenza. I dati della nostra indagine parlano chiaro: accanto alla corretta gestione delle cassette di pronto soccorso e all’adempimento normativo è fondamentale rafforzare l’informazione e la consapevolezza dei lavoratori. Per questo abbiamo sviluppato un video pratico, funzionale e immediato, pensato per supportare le aziende nella diffusione di una cultura della prevenzione più chiara e accessibile” commenta Maria Francesca Torriani, Marketing & Sales Excellence Manager Rentokil Initial Italia.
Grazie all’ampia gamma di servizi offerti, Initial si posiziona ancora una volta come partner a 360° delle aziende per garantire benessere e sicurezza ai dipendenti, affiancandole nella gestione delle responsabilità normative, organizzative e reputazionali. Perché l’attenzione alla sicurezza in azienda non è un semplice obbligo a cui adempiere, ma un vero e proprio asset competitivo.
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²Gruppo A: aziende o unità produttive con attività industriali ad alto rischio (es. centrali termoelettriche, impianti nucleari, attività estrattive, fabbricazione di esplosivi) oppure realtà con oltre cinque lavoratori appartenenti a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico elevato, nonché aziende agricole con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato.
Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.