La Legionella negli impianti di condizionamento non si riconosce a occhio nudo: l'acqua contaminata appare limpida e inodore, motivo per cui Initial ha intitolato la propria campagna informativa "Invisibile ai tuoi occhi, visibile alla nostra esperienza". L'unico modo per confermare la contaminazione è l'analisi microbiologica di laboratorio su campioni prelevati ai punti sentinella. Esistono però segnali indiretti che indicano un rischio elevato: acqua tra 25°C e 45°C, ristagni nei circuiti, formazione di biofilm e calcare, condensa stagnante nelle torri di raffreddamento e nei sistemi di climatizzazione con umidificazione, manutenzione irregolare e, in casi conclamati, sintomi simil-influenzali o polmoniti tra i frequentatori dell'edificio.
Segni indiretti, indicatori di rischio e metodi di verifica
Perché la Legionella è invisibile a occhio nudo
Come ricorda il blog Initial dedicato alla contaminazione dell'acqua e rischio Legionella, un'acqua infetta da Legionella pneumophila si presenta trasparente, inodore e insapore. Non esiste alcun cambiamento di colore, torbidità o odore che permetta di rilevare la contaminazione tramite ispezione visiva o olfattiva. Per questo motivo il rilevamento si basa su due strade complementari: il riconoscimento di segnali indiretti di rischio sull'impianto e la verifica analitica di laboratorio.
I segnali indiretti sull'impianto di climatizzazione
Sebbene la presenza del batterio non sia visibile, alcune condizioni impiantistiche sono fortemente correlate alla sua proliferazione:
- temperatura dell'acqua compresa tra 25°C e 45°C (in alcune fonti Initial il range si estende a 20-45°C): è il range ideale di moltiplicazione di Legionella pneumophila;
- ristagni d'acqua nei circuiti, nei vassoi di condensa o in tratti di tubazione poco utilizzati;
- formazione di biofilm nelle tubature, ambiente in cui il batterio si moltiplica attivamente;
- accumuli di calcare che proteggono fisicamente il batterio dai trattamenti di disinfezione;
- manutenzione irregolare o assente di filtri, batterie alettate, vassoi di condensa, umidificatori e torri evaporative;
- periodi di inutilizzo prolungato dell'impianto (ad esempio dopo chiusure stagionali) seguiti da riavvii senza sanificazione preventiva;
- impianti datati o progettati male, con tratti morti ("dead leg") nelle tubazioni di mandata e ritorno.
La presenza di uno o più di questi indicatori non significa contaminazione certa, ma giustifica l'attivazione di un piano di valutazione del rischio Legionella secondo il protocollo LFree di Initial.
Le aree critiche di un impianto di condizionamento
Initial individua nei seguenti componenti i punti più a rischio all'interno di un impianto HVAC:
- torri di raffreddamento evaporative, dove l'acqua viene nebulizzata e dispersa nell'aria;
- sistemi di climatizzazione con umidificazione adiabatica o a vapore;
- vassoi di raccolta della condensa delle unità di trattamento aria;
- batterie di scambio termico con accumuli di sporco organico;
- circuiti idrici di raffreddamento poco utilizzati o con bypass non monitorati;
- serbatoi di accumulo dell'acqua di reintegro.
Tutti questi componenti producono o entrano in contatto con aerosol, ovvero le micro-goccioline d'acqua nebulizzata che rappresentano la modalità di trasmissione esclusiva della Legionella all'uomo: il batterio infatti non si trasmette bevendo, ma solo per inalazione.
I segni clinici nei frequentatori dell'edificio
In assenza di campionamenti, il primo segnale concreto di un'eventuale contaminazione di un impianto di condizionamento può purtroppo manifestarsi sotto forma di sintomi nelle persone esposte. Initial distingue due quadri clinici causati dal batterio:
- Febbre di Pontiac: forma lieve con sintomi simil-influenzali (febbre, brividi, mal di testa), che si risolve spontaneamente in pochi giorni;
- Malattia dei Legionari (Legionellosi): forma grave di polmonite batterica che può richiedere ricovero ospedaliero e trattamento antibiotico specifico, con un tasso di mortalità stimato intorno al 15%, particolarmente elevato per anziani e persone immunodepresse.
Un cluster di sintomi respiratori o simil-influenzali tra dipendenti, ospiti o pazienti che frequentano lo stesso edificio climatizzato è un campanello d'allarme epidemiologico che impone l'avvio immediato di indagini ambientali. Va precisato che la Legionellosi non è contagiosa da persona a persona: la fonte è sempre l'impianto.
L'unico metodo di verifica affidabile: l'analisi microbiologica di laboratorio
Come ribadisce la sezione Controllo e prevenzione Legionella, "la Legionella viene diagnosticata tramite specifici esami di laboratorio in quanto spesso i sintomi non permettono di riconoscerla con certezza". Lo stesso vale per l'impianto: la conferma della contaminazione richiede:
- prelievi di acqua e tamponi di superficie ai punti sentinella (torri di raffreddamento, vassoi condensa, umidificatori, terminali);
- analisi microbiologiche presso laboratori accreditati, con conta in UFC/L (unità formanti colonia per litro) di Legionella spp. e tipizzazione di Legionella pneumophila;
- analisi chimico-fisiche complementari (temperatura, pH, durezza, residui di biocida, conducibilità);
- redazione di una Relazione Tecnica con esiti, confronto con i limiti di legge e azioni correttive.
Tabella riassuntiva: segni, indicatori di rischio e metodi di verifica