Il Decreto Legislativo n. 18 del 23 febbraio 2023 s.m. e i. ha rivoluzionato l'approccio alla sicurezza dell'acqua in Italia, recependo la più recente direttiva europea. Questa normativa introduce elementi chiave per il controllo e la prevenzione dei rischi idrici:
- Un approccio proattivo basato sul rischio: la normativa prevede l'adozione del Piano di Sicurezza dell'Acqua, noto anche come Water Safety Plan (WSP).
- Definizione dei ruoli per la sicurezza dell'acqua: la disciplina normativa individua nel Gestore Idrico della Distribuzione Interna (GIDI) la figura responsabile della gestione della sicurezza idrica
- Parametri aggiornati per la qualità dell'acqua: la normativa ha aggiornato e ampliato i parametri fisici, chimici e microbiologici minimi che l'acqua destinata ad uso umano deve rispettare.
Piano di Sicurezza e Piano di Autocontrollo, cosa sono?
Il Piano di Sicurezza dell’Acqua e il Piano di Autocontrollo rappresentano due strumenti fondamentali di gestione e prevenzione dei rischi legati alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
Il Piano di Sicurezza dell’Acqua è specificamente rivolto ai gestori della filiera idrico potabili e alle strutture prioritarie in classe A (ovvero ospedali in regime di ricovero), dove la tutela della salute pubblica richiede un livello di controllo più approfondito e continuo. Si basa su un’analisi dettagliata dell’intera filiera idrica — dall’approvvigionamento alla distribuzione — per individuare, prevenire e gestire in modo proattivo ogni possibile rischio.
Il Piano di Autocontrollo, invece, si applica a tutti gli altri tipi di strutture prioritarie (classi B, C1, C2, versione ridotta per classe D) e supporta la verifica dei requisiti di sicurezza e igiene attraverso un monitoraggio regolare e procedure di controllo interne. Pur essendo più snello, mantiene l’obiettivo comune di concorrere al mantenimento dei requisiti di salubrità e sicurezza dell'acqua per il consumo umano.
Entrambi i piani condividono un approccio scientifico, preventivo e sistematico, articolato in quattro fasi principali:
- Valutazione del rischio: identificazione e analisi dei potenziali pericoli di natura fisica, chimica e microbiologica.
- Gestione del rischio: definizione e applicazione delle misure di prevenzione e controllo più efficaci.
- Monitoraggio e valutazione: verifica costante dell’efficacia delle misure adottate e aggiornamento continuo delle procedure.
- Comunicazione e Informazione: condivisione trasparente dei risultati e delle azioni intraprese per la corretta informazione dell'utente finale.